Dare forma al caos: l'arte come catarsi

L'Innesco (L'esperienza del corpo)

L'arte catartica non è altro che uno spazio sicuro dove poter esprimere le proprie emozioni attraverso il corpo. Il fine non è "fare qualcosa di bello" ma semplicemente fare. 

Il processo parte da un dettaglio fisico ed esperienziale. La sensazione della materia tra le mani, la pressione di un tratto, il colore che scivola sulla superficie o la parola che scarica la tensione accumulata nel petto. La catarsi non è un concetto astratto: è un processo fisico di liberazione.

Negli ultimi mesi ho sentito il bisogno di dare forma al caos interiore e scaricarlo attraverso due dipinti. Uno dei due l'ho realizzato con i pastelli ad olio. Ed è proprio la sensazione di rompere la materia, frantumare i colori, schiacciarli, raschiare gli eccessi che mi ha permesso di liberare le mie emozioni attraverso il gesto. 


Il secondo mi è servito per esprimere sentimenti positivi di speranza e gioia, per questo mi serviva un mezzo più fluido, il gesto doveva essere più morbido, quindi ho scelto i colori a guazzo e la sensazione del pennello sulla tela. Di questo ho mostrato il processo su Instagram.

Il Nucleo (Il caos che prende forma)

L'ansia, la sensazione di sentirsi frammenti, tutte quelle emozioni complesse che trattieni nel corpo diventano qualcosa di visibile, ordinato. Creare non serve a nascondere il dolore o la confusione, ma a dargli una forma per poterlo finalmente guardare a distanza di sicurezza. Un modo per dire "Sei lì, ora ti vedo, non mi fai paura". La gioia, la speranza, diventano una guida tangibile, il dipinto un custode da guardare ogni volta che senti di avere perso la bussola e aver bisogno di una dose di vibrazioni positive. 

Cosa ti rimane?

L'opera finale è solo il "residuo" del processo; il vero valore dell'arte catartica sta nel momento stesso in cui la si fa. Puoi conservarla per ricordarti di quello che hai vissuto o buttarla. Puoi amarla o puoi odiarla. L'importante è essere stati nel processo, nel presente, nel momento del gesto. Quello che ti rimane davvero è la sensazione di essere più leggeri, aver posato un fardello per affrontare il futuro con una maggiore libertà.



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