Le pubblicazioni e le esposizioni a pagamento

L'inganno del paga e appari  

Quando si inizia, da scrittori e artisti emergenti, a desiderare di pubblicare le proprie opere o esporle si deve fare i conti con una realtà complessa e sfaccettata fatta di promesse, trappole e poche vere occasioni.

La trappola più comune è quella delle pubblicazioni ed esposizioni a pagamento. Per quanto riguarda la scrittura la maggior parte dei fautori di questo meccanismo sono le piccole case editrici, per l'arte invece le associazioni culturali. Ovviamente non tutte usano questo mezzuccio per guadagnare e ci sono dei metodi per capire ogni volta se vale la pena o meno mettersi nelle loro mani. 

L'inganno del paga e appari  in arte e scrittura consiste nella promessa di visibilità a pagamento mascherata da riconoscimento del valore tramite l'adulazione. Gli specchietti per le allodole consistono in delle selezioni che, guarda caso, fanno vincere tutti i partecipanti o concorsi dove il premio consiste nella possibilità di pubblicare, ma le spese di promozione poi le devi pagare tu, devi comprare delle copie ecc. Di base tutte le strategie di questo tipo si basano sull'adulazione e su promesse di un riconoscimento che poi non ci sarà.

La verità è che se il tuo lavoro vale davvero sia le case editrici che le associazioni o le gallerie ci investono, non chiedono a te di investire. Quindi, quando partecipi a queste situazioni bisogna sempre essere consapevoli del fatto che stai pagando un servizio, non ricevendo un riconoscimento o un premio. 

La produttività becera vs la lentezza consapevole

Il problema principale è che usufruire esclusivamente di questi servizi conduce ad alimentare un mercato basato non sulla qualità, ma sulla quantità. Il motivo riguarda la mancanza di una vera selezione. Questo crea una situazione penalizzante: le opere di effettivo valore si perdono nel marasma dei mediocri, finendo per non essere valorizzate adeguatamente.
Il mercato del "paga e appari" richiede solo una cosa, velocità: ti inviano il contratto, ti chiedono i soldi, stampano in tempi record. 

La costruzione di una carriera seria richiede invece una lentezza strategica:
  • Il tempo speso a revisionare un testo con un editor professionista.
  • Il tempo speso a far maturare uno stile artistico prima di esporlo.
  • Il tempo necessario per instaurare relazioni umane autentiche anziché transazioni commerciali.

I costi (reali) per la propria carriera

Oltre ai costi oggettivi, ai guadagni praticamente nulli, c'è anche quello della reputazione danneggiata. In contesti seri sanno riconoscere se la tua esperienza è valida o se semplicemente hai investito in un servizio. 

La via del riconoscimento: costruire basi durature

Per costruire basi durature per la propria carriera bisogna:

Cercare bandi e concorsi seri: con massimo una piccola quota di partecipazione, regolamento scaricabile, riconosciuti (dalla buona reputazione), che non chiedono di pagare per servizi extra e con premi in denaro.  

Fare Networking: la cosa migliore in assoluto è quella di partecipare ad eventi in cui sono presenti curatori, scrittori, critici d'arte, conoscere professionisti del settore di tuo interesse che possono darti un parere serio, consigliarti un concorso, o metterti a contatto con realtà consolidate

Praticare il self publishing: si critica tanto tuttavia se fatto con criterio, affidandosi ad un correttore di bozze,  per molti può essere il vero banco di prova, un investimento su se stessi che si basa direttamente sul riconoscimento pubblico. 

Avere una solida presenza digitale: mostrare i dietro le quinte, le commissioni, le presentazioni dei libri e gli eventi a cui partecipi ti aiuta, non solo a farti conoscere, ma a darti autorevolezza e costruire un Networking e una rete di persone che apprezzano davvero il tuo lavoro. 

Imparare a ricevere un "no"

Un rifiuto motivato da un editore o da un gallerista serio vale infinitamente di più di un "sì" arrivato dopo un bonifico. Quel "no" contiene informazioni preziose su come migliorare, cosa che il sistema del "paga e appari" non ti darà mai, perché il suo obiettivo non è la crescita della tua arte, ma il bilancio della sua azienda.

Il percorso del riconoscimento richiede indubbiamente più fatica e richiede di accettare il rischio di restare invisibili per un periodo più lungo, ma è l'unico che trasforma la creatività in una professione riconosciuta.


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